Orchestral Suite No. 1: il debutto orchestrale di Riccardo Catria con la Perugia Big Band
“Un lavoro importante, originale e interessante.”
Enrico Rava
Orchestral Suite No. 1 è il titolo del nuovo progetto discografico firmato dal trombettista, compositore e arrangiatore Riccardo Catria, della Perugia Big Band, pubblicato a luglio 2025 per Encore Music Label.
Un’opera ambiziosa e visionaria che fonde jazz orchestrale, scrittura sinfonica e una forte componente narrativa, registrata interamente presso il Marzi Recording Studio di Riccione (RN), con la partecipazione di ospiti di livello internazionale.
Un viaggio sonoro tra jazz e scrittura sinfonica
Nata dall’esigenza di raccontare un universo musicale personale e articolato, Orchestral Suite No.1 è una suite in più movimenti che si muove tra il linguaggio del jazz orchestrale contemporaneo e la scrittura sinfonica più evocativa.
L’ensemble protagonista è proprio la Perugia Big Band, storica formazione jazz italiana, affiancata da una line-up di ospiti straordinari:
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🥁 Jeff Ballard – batterista di fama mondiale (Brad Mehldau Trio, Chick Corea, Joshua Redman)
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🎻 Gabriele Evangelista – contrabbassista tra i più affermati del panorama italiano
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🎤 Marta Raviglia – voce e vocal artist sperimentale
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🎺 Massimo Morganti – trombonista, direttore e arrangiatore, anima del jazz orchestrale italiano
Hanno suonato:
Guarda il video: dietro le quinte della Suite
🎬 In questo video-documentario, vi portiamo dietro le quinte della nascita dell’Orchestral Suite di Catria: interviste esclusive, momenti di lavoro in studio, prove, emozioni condivise e riflessioni artistiche.
Ogni fotogramma racconta un frammento di un progetto collettivo che riflette l’identità della Perugia Big Band: passione, ricerca, visione.
Ascolta l’album completo
📀 Orchestral Suite No.1 è disponibile su tutte le piattaforme digitali:
La visione di Riccardo Catria
Riccardo Catria, da anni impegnato nella direzione musicale del PBB LAB, il laboratorio di musica d’insieme intergenerazionale della Perugia Big Band, firma così il suo primo lavoro orchestrale originale, mettendo in dialogo diverse esperienze compositive e interpretative maturate nel tempo, tra concerti, progetti educativi e ricerche musicali.
“Una suite è un racconto in più capitoli. In questa, ogni movimento è un mondo e un’emozione. Scriverla e registrarla con la PBB e questi musicisti straordinari è stato un atto d’amore verso la musica.” – Riccardo Catria
Open Space – Riccardo Catria “Orchestral Suite n.1” (Intervista)
Link utili
🔗 Encore Music Label – pagina ufficiale del disco
🔗 Riccardo Catria – sito ufficiale
🔗 Perugia Big Band – pagina Facebook
✅ Per eventuali contatti stampa o booking relativi a Orchestral Suite No.1
📩 scrivere a: info@perugiabigband.it
Orchestral Suite N.1 di Riccardo Catria: un’esplorazione sonora nell’assoluto.
La “Suite n. 1 per orchestra” rappresenta un’importante tappa nel percorso artistico di Riccardo Catria, segnando il suo debutto nel mondo della composizione orchestrale. Inizialmente concepita come
“Mediterranean Suite”, per via delle sonorità che richiamano le atmosfere e i colori del Mediterraneo attraverso l’uso di specifici modi musicali, l’opera ha poi assunto il titolo più essenziale di “Orchestral Suite n. 1″. Questa scelta riflette la volontà di Catria di allontanarsi da qualsiasi riferimento extra-musicale, lasciando che la musica si esprima nella sua purezza, senza vincoli narrativi o descrittivi.
La “Suite n. 1” si articola in otto movimenti che esplorano le diverse possibilità espressive dell’orchestra, offrendo un’esperienza d’ascolto coinvolgente e ricca di sfumature. L’opera è stata registrata dalla storica orchestra umbra la Perugia Big Band, sotto la direzione dello stesso Catria. L’ensemble è stato arricchito dalla presenza di alcuni ospiti d’eccezione, tra cui spiccano i nomi di Jeff Ballard alla batteria, Gabriele Evangelista al contrabbasso, Marta Raviglia alla voce e Massimo Morganti al trombone, che hanno saputo interpretare con maestria e raffinatezza le raffinatezze della scrittura orchestrale, dando un contributo fondamentale alla resa musicale dell’opera. Lo stesso Riccardo Catria ha preso parte alla registrazione suonando la tromba e il flicorno.
Il concetto di musica assoluta, l’influenza di Kenny Wheeler, una scrittura innovativa e il simbolismo dell’astratto.
La scelta di intitolare semplicemente l’opera “Suite n. 1 per orchestra” sottolinea l’adesione di Catria al concetto di musica assoluta. Questa corrente di pensiero, che ha avuto in Fryderyk Chopin, Johannes Brahms e Eduard Hanslick alcuni dei suoi più illustri sostenitori, afferma l’autonomia espressiva della musica, svincolata da qualsiasi riferimento a eventi, personaggi o emozioni specifici. La musica assoluta si concentra sulla manipolazione dei suoni e delle forme musicali, lasciando all’ascoltatore la libertà di interpretare l’opera in modo soggettivo. Come diceva anche Shumann: “ la musica è come una grande foresta dove ognuno deve trovare il suo sentiero”.
In questa “Suite n. 1”, Catria utilizza un linguaggio musicale di matrice jazzistica, con una particolare attenzione alla melodia e all’ interplay tra i musicisti. La sua scrittura, profondamente modale e caratterizzata da un abile uso del contrappunto, risente dell’influenza di Kenny Wheeler, pioniere del jazz europeo che ha saputo dare una nuova sonorità al jazz orchestrale con l’utilizzo di un vocabolario melodico e armonico del tutto personale.
Un’ulteriore caratteristica che alimenta l’idea di musica assoluta è l’utilizzo della voce come strumento, senza l’aggiunta di alcun testo. In questo modo, la voce perde la sua funzione narrativa e si fonde con l’orchestra, diventando uno strumento tra gli altri.
La scrittura di Catria si distingue per l’utilizzo di una struttura slegata da un contesto armonico tonale, con l’impiego di particolari scale di varia provenienza etnica, fuse con diversi ritmi che spaziano da tempi ternari allo swing fino a ritmi di matrice più africana. Si tratta di una scrittura fortemente contrappuntistica, ma sempre con una grande attenzione alla melodia e con ampi spazi dedicati all’interplay dei musicisti.
Dice Riccardo: “ una musica cosi astratta ma allo stesso tempo cucita su-misura per questa fantastica orchestra!”.
A dare ulteriore risalto a questa intenzione di non distogliere l’ascoltatore verso alcuna immagine che possa deviare la sua immaginazione, si aggiunge la scelta di una copertina per l’album fatta di nero e luce (realizzata dall’artista Meri Tancredi, mentre il graphic design è di Mauro Radici, aka movinroots). Il nero, colore enigmatico e ricco di significati simbolici, ha da sempre affascinato artisti e filosofi. Nelle culture occidentali, il nero è spesso associato al mistero, all’ignoto, al silenzio, ma anche alla profondità, all’eleganza e all’assoluto. Nelle arti visive, il nero è stato utilizzato da maestri come Caravaggio per creare contrasti drammatici e da Mark Rothko per esprimere intense emozioni spirituali. Tuttavia, è importante sottolineare che il nero assume significati molto diversi nelle culture orientali. In Cina e in Giappone, ad esempio, il nero è spesso associato all’acqua, all’oscurità, all’inverno e al principio femminile dello Yin, ma può rappresentare anche l’esperienza, la conoscenza e la saggezza.
La “Suite n. 1 per orchestra” di Riccardo Catria si inserisce a pieno titolo in questa tradizione, offrendo all’ascoltatore un’esperienza musicale intensa e coinvolgente, che invita alla riflessione e all’introspezione.